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L'I.I.S. “G. Marconi” promuove attività curricolari di ALTERNANZA per gli studenti del corso IEFP e per gli studenti del quarto e quinto anno ITI. 

Propone inoltre STAGE ESTIVI per gli studenti del terzo e quarto anno.

Favorisce inoltre l’attivazione di tirocini post diploma.

L’ ALTERNANZA e lo STAGE possono agevolare le scelte professionali dei giovani al primo impiego e la conoscenza di potenziali collaboratori da parte delle aziende.

Entrambi non prevedono l'instaurazione di un rapporto di lavoro; costituiscono uno strumento di flessibilità particolarmente avvertita dalle piccole aziende che rappresentano una buona parte del fabbisogno professionale.

Rappresentano un ponte che collega i processi scolastici e formativi e il mondo delle imprese.

 

Art. 5, schema di regolamento recante norme concernenti il riordino degli istituti tecnici ai sensi dell'articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n.112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n.133.

Stage, tirocini ed alternanza scuola-lavoro "sono strumenti didattici per la realizzazione dei percorsi di studio".

 

Linee guida per il passaggio al nuovo ordinamento. Secondo biennio e quinto anno. D.P.R. 15 marzo 2010.

"In comune, le esperienze di stage, tirocinio e alternanza scuola-lavoro" hanno la concezione del luogo di lavoro come luogo di apprendimento. L’organizzazione/impresa/ente che ospita lo studente assume il ruolo di contesto di apprendimento complementare a quello dell’aula e del laboratorio.

Con l'alternanza scuola lavoro si riconosce un valore formativo equivalente ai percorsi realizzati in azienda e a quelli curricolari svolti nel contesto scolastico.

Attraverso la metodologia dell'alternanza si permettono l'acquisizione, lo sviluppo e l'applicazione di competenze specifiche previste dai profili educativi, culturali e professionali dei diversi corsi di studio."

 

La buona scuola 2014 (scarica il file allegato)

A fronte di un alto tasso di disoccupazione, le imprese faticano a trovare competenze chiave come nel caso, prevedibile, dell’industria elettronica e informatica.

Ma anche competenze specifiche, come – ad esempio – quelle di diplomati commerciali e tecnici nei settori del legno, del mobile e dell’arredamento.

La scuola è l’unica soluzione duratura per affrontare questo problema.

Per farlo, serve rafforzare l’apprendimento basato su esperienze concrete di lavoro.

Oggi, per quanto il numero di istituti superiori che organizzano percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro sia in aumento, sono ancora meno del 9% gli studenti della scuola secondaria di secondo grado che hanno fatto un’esperienza di alternanza scuola-lavoro (Indire, 2013).

Ad accoglierli sono state solo una nicchia di imprese, meno di una su cento.

La possibilità di fare percorsi di didattica in realtà lavorative aziendali, così come pubbliche o del no profit, sarà resa sistemica per gli studenti di tutte le scuole secondarie di secondo grado, e chi accoglie i ragazzi dovrà poter vedere in questi percorsi un’opportunità, non un peso.

Serve coinvolgere più attivamente le aziende, affinché si sentano fin dall’inizio parte integrante della filiera istruzione-orientamento-lavoro.

Non si parlerà più di alternanza, ma di “formazione congiunta” tra la classe e il luogo di lavoro, tra la scuola e l’impresa.

Le imprese e la scuola co-progettano, in coerenza con lo sviluppo delle filiere produttive, percorsi pensati per durare nel tempo.