Formazione. Il progetto della Abb - Per l’alternanza modelli innovativi su scala europea 

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estratto da "Sole 24 Ore" - 12/04/2016

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I percorsi efficaci dell’alternanza, tra ingegneria meccanica, musei e classi “adottate”   di Francesca Malandrucco

Una  multinazionale leader nel  settore della  robotica e una  rete  di scuole  superiori europee, di cui  tre  italiane divise  tra  Bergamo e Paternò, in  Sicilia,  da  novembre studiano un  modello di alternanza innovativo in  cui  il lavoro  diventa parte integrante del  percorso d’istruzione dei ragazzi. L’azienda è la ABB, una  delle principali società di ingegneria meccanica, che ha messo a disposizione del progetto il suo Smart Lab di Dalmine, in provincia di Bergamo.

Le scuole  sono  il Marconi di Dalmine, il Paleocapa di Bergamo e il Rapisardi di Paternò, oltre ad una  rete di scuole tra  la Romania, la Svezia  e la Spagna. Insieme hanno messo a punto un  modello di alternanza che  si  fonda su  quattro  principi: expert, classroom, laboratory e  individual experience.

Gli studenti coinvolti, una  classe  per  ogni  istituto e tutti al terzo  anno delle  scuole  superiori, per  i prossimi tre  anni,  lavoreranno presso lo Smart Lab Abb. «Qui  realizzeranno un  prototipo che sarà  poi presentato all’esame conclusivo del percorso di studi - spiega Maurizio Chiappa, preside dell’istituto Marconi  -. Inoltre, 6 ragazzi per  ogni  scuola,  avranno l’opportunità di svolgere una parte della formazione all’estero, presso uno degli istituti partner».

Beni culturali

Ci si muove anche in Toscana: qui sono  i musei ad aprire le porte e accogliere gli studenti delle scuole  superiori in percorsi di alternanza. Grazie  ad  un  protocollo d’intesa, appena siglato  tra Miur  e Polo  museale della  Toscana, «La vita  civile - sistema Toscana», che  coinvolge oltre  45 istituti tra  Firenze, Prato e Pistoia e 23 realtà museali, ben  3.783 ragazzi hanno la possibilità di fare  alternanza nei  musei della  regione, dalla  Galleria  degli  Uffizi, al museo del Bargello,  fino all’Opificio delle pietre dure.  «I numeri significativi - ha spiegato il sottosegretario all’Istruzione, Gabriele  Toccafondi - sottolineano la volontà della  scuola  ad aprirsi, effettuare progetti validi e proposte formative di livello».

Classe in adozione

Nel Lazio  ci sono  i giovani imprenditori di Unindustria che  da  gennaio hanno messo la loro esperienza a disposizione delle scuole  all’interno di un percorso di incontri che ha già coinvolto
1.800 studenti. In seguito ogni azienda “adotterà” una  classe,  accompagnandola per i successivi tre anni,  per complessive 400 ore di alternanza. Il modello è quello  già sviluppato da un’impresa edile  romana, la Edilgero, che  ha  “adottato” una  classe  dell’istituto tecnico per  geometri Carlo Matteucci di Roma,  e nelle  prossime settimane farà  svolgere ai ragazzi esperienza direttamente in un cantiere di edilizia  residenziale nella zona  di Pietralata.